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MIART 2019 – FIERA DI ARTE CONTEMPORANEA, 5-7 APRILE, MILANO

Titoli di coda per MIART edizione 2019: 128 gallerie internazionali hanno dato sfoggio sia di artisti affermati di pregevole qualità che di artisti emergenti molto interessanti. Per i frequentatori di fiere di arte contemporanea in Italia balza subito all’occhio l’enorme visibilità internazionale rispetto ad altre edizioni nel nostro Paese. Un dato: di queste 128 gallerie, circa una 70ina ha almeno una sede fuori dall’Italia, un numero davvero significativo. La fiera si articolava in diverse sezioni a seconda del tema trattato:

Contemporary: sezione per le principali gallerie di mercato che si concentrano sui linguaggi contemporanei, dai classici correnti verso nuove e recenti produzioni. Masters: sezione per le gallerie che mostrano lavori fatti prima del 1999, da artisti che hanno fatto la “modern art” fino ad artisti che vengono riscoperti oggi. Generations: sezione su invito in cui due gallerie sono invitate a creare un dialogo tra 2 artisti appartenenti a 2 generazioni diverse. Le due gallerie collaborano e dialogano in un unico stand. Decades: sezione che esplora la storia del XX secolo, diviso per decade. Emergent: sezione di gallerie che si focalizzano sugli artisti delle ultime generazioni On demand: sezione in cui le gallerie sono invitate ad esibire lavori interattivi specifici del sito basati sul contesto entro il loro stand. Object: sezione di gallerie attive nella promozione e nella sperimentazione del design, arti decorative, edizioni limitate.

La mappa di Miart 2019

Gallerie e artisti davvero prestigiosi in scena a Miart la quale si posiziona forse come la fiera più internazionale che abbiamo in Italia. Di certo in questi casi gioca a favore la città ospitante e Milano è davvero l’unica città in Italia che ha fatto il salto di qualità negli ultimi anni divenendo la prima metropoli europea in Italia. La formazione titolare (direbbero i giornalisti sportivi) prevedeva: De Chirico, Carrà, Fontana, Manzoni, Matta, Burri, Capogrossi, Castellani, Boetti, Hockney, Morandi, Pistoletto, Merz (con un Igloo museale), Chia, Schnabel, Kosuth, Acconci, Beecroft, Ulay, Scanavino, Serpan, Marchegiani, Balla, Severini, Kounellis, Vostell, Mattiacci, La Pietra, Cintoli, Uncini, Lai, Bonalumi, Tancredi, Rotella, Calzolari, Isgrò, Christo e direi che mi posso fermare qua tralasciandone moltissimi altri.

Io (a destra) con Elio Marchegiani ed “Helios” (1966), Courtesy of Galerie 21 Livorno

Molto interessanti anche alcuni artisti emergenti come Yves Scherer, installazione (Galleriapiù, Bologna), Januario Jano, fotografia, (Primo Marella Gallery, Milano) Latifa Echakhch, arti visive (Kauffmann Repetto, Milano-New York), Igor Eskinja, fotografia (Federico Luger, Milano) Andrea Mastrovito,arti visive, (Wilde, Ginevra, Basilea), Helene Appel, pittura, (P420gallery, Bologna), Elger Esser, fotografia (Galleria Alessandra Bonomo, Roma), Serena Vestrucci, pittura (Otto Zoo, Milano)

Helene Appel –
Shards, 2019, acquarello e acrilico su lino/watercolor and acrylic on linen, cm.89×80  – Courtesy of P420 gallery, Bologna

Concludendo, non rimane che affermare, che Miart si è rivelata essere una Fiera di arte contemporanea degna di visibilità europea, con una netta politica di posizionamento di alto livello.