Interviste Professionisti

INTERVISTA A SVEVA D’ANTONIO DI COLLEZIONE TAURISANO

Ho fatto due chiacchiere con Sveva d’Antonio di Collezione Taurisano. Abbiamo parlato della collezione di arte contemporanea che gestisce insieme al marito Francesco, del ruolo del collezionista oggi, dei loro progetti futuri e molto altro. Non mi dilungo oltre perchè non voglio “spoilerare”. Non mi rimane quindi che augurarvi una buona lettura!

Sveva d’Antonio di Collezione Taurisano.
Ph. Maurizio Esposito
  • NB: Nicola Bigliardi, fondatore di AAC
  • Sd’A: Sveva d’Antonio, Collezione Taurisano

NB: Ciao Sveva, piacere di conoscerti. É davvero un piacere poterti intervistare e poter raccontare la Collezione Taurisano ai nostri amici di All Art Contemporary!

Sd’A: Ciao Nicola, anche per noi è un piacere. Siamo sempre alla ricerca di nuove piattaforme per allargare il nostro network.

NB: Baudrillard diceva che “Si colleziona sempre il proprio io” e allora ti chiedo, quanto c’è di tuo/vostro nella collezione?

Sd’A: E diceva bene! C’è tutto. La collezione siamo noi rappresenta appieno i nostri lati negativi e positivi, le nostre emozioni, le nostre paure, i nostri desideri.

NB: Allora proviamo a entrarci. Ci vuoi parlare di un’opera presente in collezione?

Sd’A: Si!  Vi parlo di un’installazione di Henrike Naumann (1984), un’artista tedesca molto giovane, interprete dei gusti, delle speranze, dei sogni e delle paure del suo tempo. L’opera che vi illustro si chiama Thug life (2015) e si rifà a un particolare periodo della vita della Naumann in cui, in una residenza di Dusseldorf, conobbe un gruppo di ragazzi di ispirazione neonazista che imitavano il rapper Tupac – a mo’ di performance dal sapore di reenactment della sua vita. Nello specifico l’opera si costituisce di una serie di piccole fotografie di questo gruppo di ragazzi, di un orologio a muro, una televisione e un mobile a due cassetti di stile retrò, provenienti da negozi di seconda mano, imperniati di un gusto kitsch. E’ un’opera molto significativa perché Henrike (Naumann ndr) è una delle poche artiste che riflette sul tema generazionale dei nuovi movimenti neonazisti in Germania. Probabilmente la vedremo nella prossima Biennale di Venezia a rappresentare la Germania e molte sue opere le possiamo già trovare in prestigiosi musei del mondo.

“Thug life” (2015) di Henrike Naumann, Mixed media installation vhs video on tube television, framed photographs , various forniture, various objects.
Courtesy of Collezione Taurisano.

NB: Vostro punto di forza è una potente comunicazione digitale. Andando sul vostro sito come prima cosa ci si imbatte in un video di una donna che, in ottemperanza al nuovo protocollo sanitario, si lava le mani. Ce ne puoi parlare?

Sd’A: Appena si atterra sul sito della collezione a rotazione scegliamo dei video presi dal web. La scelta è random ma rappresenta ciò che più viene trasmesso in quel preciso momento. La seconda cosa che salta agli occhi è la lista degli artisti che abbiamo in collezione. Perché la collezione sono gli artisti. Una seconda sezione è dedicata a Because of Many Suns, progetto speciale realizzato in collaborazione con la fiera di Art-O-Rama.

NB: Prima di approfondire Because of many suns, e scorrendo fra gli artisti collezionati, balza agli occhi un interesse per artisti storicizzati (Olivieri, Montesano, Dorazio, Pinelli, Schifano per citarne solo alcuni) e artisti emergenti. Qual è il vostro comportamento davanti all’acquisto di opere? Avete una linea guida, un interesse in particolare?

Sd’A: Gli artisti storicizzati appartengono alla collezione del padre di mio marito. Tutti gli altri sono il frutto della nostra costante ricerca. Non abbiamo restrizioni di medium. Prediligiamo gli artisti che hanno una forte attenzione alla contemporaneità. Il dato estetico e la formalizzazione dell’opera cambiano continuamente; ci possono piacere opere anche molto diverse fra loro. Acquistiamo ciò che ci incuriosisce, che sfida la nostra esperienza, che ci fa sognare.

NB: Si potrebbe quindi dire che cercate domande, non risposte, più un’opera vi scardina un automatismo di pensiero o si rivela misteriosa ed enigmatica più vi interessa?

Sd’A: Assolutamente ogni opera in collezione arricchisce la nostra conoscenza e ci fa vedere il mondo sotto una luce diversa.

“Untitled” (2019) di Saskia Te Nicklin, Wood glue, marker pen, graphite, aluminium and silicone tape, wood, plexiglass.
Courtesy of Collezione Taurisano

NB: Mi pare di capire che la fase di acquisto è la punta dell’iceberg del vostro percorso da collezionista. Prima c’è una attenta fase di ricerca e studio dell’artista ma soprattutto, cosa che ritengo imprescindibile, ci tenete a conoscere dal vivo l’artista tramite studio visit. Quanto influisce secondo te il contatto con l’artista nella ricezione dell’opera d’arte e nell’acquisto?

Sd’A: Influisce molto, in rarissimi casi ha influito negativamente. Ma pazienza siamo sempre esseri umani!

NB: Tornando a Because of many suns, ci puoi dire che cos’è?

Sd’A: Because of Many Suns è il nome del premio di acquisizione per la fiera di Art-O-Rama. Il nome è stato dato dal collettivo Apparatus22, il premio verrà dato all’artista la cui pratica propone una profonda comprensione del momento che stiamo vivendo. Purtroppo quest’anno la Fiera non si è fatta fisicamente e quindi il premio è diventato una serie di contributi video sulla nostra IGTV. Hanno partecipato il direttore della fiera di Marsiglia, la curatrice del premio Carolina Ciuti, gli artisti Apparatus22, una delle gallerie che avrebbero dovuto partecipare alla fiera Lambdalambdalambda e il curatore della fiera Tiago Abreu Pinto. Ognuno di loro ha condiviso pensieri e desideri per il futuro in un momento in cui sembra che tutto nell’arte si sia un po’ fermato.

NB: A tal proposito la situazione attuale ha messo in risalto secondo me due peculiarità che non vanno tralasciate. Da una parte la forte digitalizzazione ha in un qualche modo evitato l’assenza di qualunque forma di contatto umano, però dall’altra ci si è accorti quanto sia indispensabile il contatto umano. Ora, come reputi lo stato attuale dell’arte? In ripresa o ancora a rilento?

Sd’A: Sicuramente l’isolamento forzato ha fatto si che la digitalizzazione del mondo dell’arte subisse una forte accelerazione, anche se una parte digitale della fruizione delle opere d’arte già esisteva. Io penso che ormai la fruizione online sia una cosa con cui noi dobbiamo convivere senza però sostituire l’esperienza fisica dell’evento d’arte, sia esso una visita in uno spazio pubblico, al museo, a una galleria o a una fiera perché, dal mio punto di vista del collezionista, l’opera d’arte ha bisogno di essere incontrata, ha bisogno di essere vista nella sua componente spaziale e autentica. Recentemente il sistema dell’arte esce ovviamente indebolito, però si spera di ripartire, consapevoli di quello che è successo, arricchiti da nuove idee, prospettive e visioni.

NB: Grazie Sveva del prezioso contributo! A presto!

Sd’A: Grazie a voi! Ciao!

Sveva d’Antonio e Francesco Taurisano di Collezione Taurisano

Per info Collezione Taurisano:

https://collezionetaurisano.art/

https://www.instagram.com/collezionetaurisano/?hl=en