Interviste Street Art

Intervista a Diamond

Diamond, “Hic sunt adamantes”, 2015, Tor Marancia (RO)

*mi porta nel suo studio e mi fa provare la bomboletta con tappino fat, skinny e NYC che è un tappino particolare per cui a seconda della distanza da cui spruzzi fa una linea più o meno larga. Molto utile per alcuni giochi di linee, magari per farne una che parte larga e finisce sottile. È tutto un gioco di polso.*

Preparazione del muro

Spesso o per la commissione privata o per il festival in generale c’è già un muro, raramente vai in un posto e te lo scegli. Te lo assegnano. Di solito si può fare, mentre a volte devi dire di no, per tanti fattori.

Primo devi vedere come sta messo il muro: se è troppo screpolato, o rovinato. Se invece sta in buono stato ok. Bisogna però anche calcolare il fattore ambientale del tipo “è un bellissimo muro ma sta dentro ad un cortile e non lo vede nessuno? sì bello ma che me ne frega”. Se la visibilità è buona già il muro acquista molto di più. E se la visibilità è buona anche se la consistenza non è il massimo si può fare lo stesso. In quei casi puoi mettere il primer, che è un prodotto, tipo una robaccia trasparente che tu butti lì con il pennello dopo averlo diluito con l’acqua e praticamente rende più compatta tutta la superficie e permette al colore di essere più omogeneo quando lo passi. Poi dipende anche da che superficie sceglierai e da che tipo di colori sceglierai per fare il muro. A seconda del colore che vuoi usare hai una resa finale diversa.

Poi c’è il fattore ambientale. Del tipo, a noi, quando ci chiedono di fare queste cose non abbiamo mai possibilità di metterci 20/30 giorni, abbiamo sempre max 1 settimana, ma è dirti tanto. Perché quando vai a fare un palazzo grande c’è da noleggiare la piattaforma elevatrice che costa più di tutto il resto (“tieni conto che questo prenne più de me”), e chiaramente il costo di quello è al giorno, quindi più tempo ci metti più ti costa. Per fortuna nel mio caso io sono si una velocità imbarazzante per cui quelli che mi chiamano a fare queste cose non lo sanno ma ci svoltano.

Insomma che succede? Se tu devi sbrigarti, non puoi metterti lì a fare il disegno con il sistema del reticolato/quadrettatura perché ci metti tantissimo, quindi noi per bruciare proprio tutte le tappe, andiamo lì e piazziamo un proiettore. Con la presa attaccata al generatore spari l’immagine, e così praticamente tu hai già il disegno sul muro. Ti aggiusti la dimensione, sali sul braccio e cominci a farti tutte le tracce. In un paio d’ore dovresti aver fatto la traccia, anche se dipende perché per esempio per il lavoro a Torbella Monaca, che era pieno di particolari, ci ho messo anche 3/4 ore a fare la traccia.

Ma con il proiettore non ti da fastidio la luce?

Il problema è questo, perché spesso ti chiedono quando vuoi cominciare e tu rispondi di notte. Tutti a chiederti perché. Il perché è che devo proiettare. L’unica luce che ci deve stare è quella del proiettore, e anzi, se ci sono dei lampioni o dei fari, a volte chiamiamo il comune e chiediamo di spegnerli. Una volta addirittura siamo andati con le buste nere, quelle per il pattume e abbiamo coperto tutti i lampioni per fare il buio totale. Quando usi il proiettore digitale invece, che è molto potente ed ha parecchi lumen, pure se c’hai un po’ di luce intorno ce la puoi fare. E lì cominci a proiettare.

C’è un altro problema però quando proietti, perché l’ordine è: muro – tu – fascio di luce. Quindi tu devi essere molto attento ad eludere la tua ombra, e quello è un incubo. Devi fare sempre il pezzo che sta più in là della tua ombra, quindi non fai mai quello che hai davanti ma fai la cosa che hai a lato. Devi andare tipo stampante. Poi però ad una certa lo capisci e vai in automatico ma all’inizio dici proprio “non ci sto capendo niente”. 

Per un disegno ho dovuto anche mettere il proiettore a 50m e distorcere l’immagine, perché c’era un palazzo davanti al muro e se non avessi fatto così non avrei avuto modo di posizionare il proiettore in modo da far rientrare tutta l’immagine nel muro. Questo poi è un altro dei problemi tecnici maggiori. Infatti quando ci mandano la foto di un muro noi chiediamo sempre cosa ci sia davanti. La gente va nel panico, non capisce a cosa ti serva e invece io devo sapere cosa c’è nel raggio di 500m davanti a quel muro, perché devo sistemare tutta la roba per il proiettore, e se ti manca lo spazio non lo puoi fare.

Tra l’altro, sempre nel lavoro che dicevo prima, a 50m abbiamo messo una scala, abbiamo distorto l’immagine del proiettore e alla fine avevo anche l’ombra di un albero che mi copriva un pezzetto che era irrecuperabile. Fortunatamente una cosa sola so fare, ovvero disegnare, e quel pezzo l’ho fatto a mano libera, lo spigolo in basso a sx.

Questi inconvenienti comunque ci sono sempre, vanno sempre calcolati, non c’è niente da fare. 

Sketch

Sicuramente tutto nasce dal disegno su carta con pennarelli/matite e tutto quello che più genericamente si usa per disegnare. (ha molti bozzetti attaccati sul muro). 

Ho però tentato anche un sistema molto innovativo che non avrei pensato di usare mai perché io sono un purista, ovvero la tavoletta digitale. In questo modo tu fai un disegno, metti il file dentro e con una tavoletta digitale hai vari effetti e te lo colori. È una bomba. Ci metti la metà della metà del tempo, nel senso che ieri ho fatto due bozzetti, non uno, due. Al volo. Roba che io di solito mi sarei messo là e sarei stato tutto il giorno a disegnare, il che non è un problema, ma vedi proprio che in quest’altro modo il tempo vola.

*mi fa vedere un bozzetto, stile cartone animato, di una regina dei ghiacci per un prossimo muro che dovrà fare proprio a tema ghiaccio*

E questo è un personaggio di un vecchio film d’animazione russo, e si chiama la Regina delle Nevi che è una fiaba di Andersen.

*mi fa vedere un altro bozzetto per l’illustrazione di un libro con una donna, dietro di lei una porta ed il muro con un pattern molto stile art nouveau, e l’illustrazione andrà dentro un libro che è una serie di racconti sulla follia*

Vedi questo l’ho fatto io (la donna), poi ho preso la porta che era una foto ma l’ho resa effetto disegnato, ed il pattern ce l’ho attaccato con il computer, cosa che non avevo mai fatto perché io ho sempre fatto tutto a mano. Invece adesso con questo aggeggio riesco ad inventarmi delle cose, a fare dei tentativi che poi se non ti piace in un secondo lo ricancelli e lo rifai. Non è che devi prendere il foglio, strapparlo e ricominciare dopo che sei magari stato mezza giornata a fare il disegno. Ci metti un secondo e poi quello che ti piace lo lasci, mentre per quello che non ti piace puoi tornare indietro in un batter d’occhio

Usi solo bombolette?

Altro fattore molto importante.

Guarda per esempio questo muro 

*mi indica la foto di Diamond’s Souls (Wild Swans – 2017 a Satka in Russia)*

Ci hanno mandato la foto dalla Russia dicendoci che questo sarebbe stato il nostro muro.

Invece quello su cui alla fine abbiamo dipinto ce lo siamo scelto noi, da Google Maps. Questo perché questa cittadina era in un posto sperduto vicino agli Urali e loro avevano selezionato una serie di 3 palazzi da tipo 20 piani, una cosa infinita, ma uno aveva un albero davanti, uno era libero ed una altro aveva un traliccio. Noi volevamo il muro libero ma chiaramente era già stato assegnato ad altri artisti, il traliccio non si poteva spostare e certamente non potevamo chiedere di farci tagliare la sequoia gigante davanti al terzo muro. Quindi abbiamo preso le coordinate della città e ci siamo fatti un giro su Google street view su tutti i palazzi e gli abbiamo proposto tantissimi muri possibili finché  alla fine non l’abbiamo trovato. E questo è stato il primo problema.

Il secondo: ci mandi una foto del muro frontale? Devo capire la consistenza, se è ruvido, se è liscio, se è umido e purtroppo questo non lo posso neanche capire da una foto però devo capire in che stato è, di che è fatto, di cartone? di gesso? di marmo? perché in base a quello io devo capire che cosa usare. Il nostro primo ordine di colori erano tutte tinte nel barattolo di vernice con il pennello, perché la resa è molto più compatta e più bella. Quando dopo settimane ci hanno mandato la foto del particolare del muro (perché siccome lì faceva -20°C  nessuno voleva uscire a fare una foto) abbiamo dovuto rifare tutto l’ordine. Quel muro era fatto praticamente di brecciolino incastonato nella calce, quindi era praticamente un muro fatto di sassi, ruvidissimo, e da lì abbiamo dovuto fare tutto l’ordine. 

Questo significa che devi riselezionare tutti gli spray, ed ogni spray per ogni marca ha un catalogo con il colore ed il codice, per cui per esempio ordini 300 di un colore X con il tale codice, 400 di un colore Y con il talaltro codice. Se però se non c’è Y allora devi mandarmi il colore Z con un codice diverso ancora.

Le liste sono infinite. Siamo arrivati al deposito una volta lì in Russia dopo un viaggio fuori dal tempo, e la stanza che ci siamo trovati davanti era piena di spray tutti nostri, noi lì chiaramente in ginocchio, volevamo quasi farci il bagno come Zio Paperone solo che invece che nei soldi negli spray. E per fortuna abbiamo usato questo escamotage di usare gli spray che essendo a getto immediato penetra in ogni parte del muro, invece con il pennello, perché lì ci saremmo dovuti stare davvero 10 anni. Tra l’altro anche con gli spray siamo dovuti andare velocissimi perché era maggio ma lì facevano 5 gradi quindi noi con il giacchetto (mentre i bambini di 5 anni erano in maglietta a maniche corte) e con il meteoche  diceva: oggi c’è il sole, domani piove e dopodomani nevica. Io quindi dovevo finire il lavoro sotto la neve, perché con la pioggia devi smettere per forza perché magari lo spray attacca pure ma il muro bagnato respinge e la vernice ti viene uno schifo, quindi se piove devi smettere. Insomma in 3 giorni io ho fatto questo muro di 5 piani. E poi chiaramente non ha più nevicato. 

Ma la cosa più bella è stata un’altra. Il volo fino a Mosca tutto ok, solo che ci siamo documentati sui voli interni in Russia e ne casca uno a settimana, e con il clima politico che c’è figurati se te lo dicono. Quindi ci siamo fatti prendere un treno per arrivare in questo paesino al confine con il Kazakistan che ci ha messo 2 giorni. Sul treno il nostro scompartimento era pazzesco, come nei film. Siamo arrivati alle 4am e ce la siamo fatta sotto perché c’era intorno la foresta e una macchina che appena ci ha visto ha acceso i fari. Fortunatamente c’erano ragazzi di una scuola di cinema che hanno fatto un documentario su di noi, che erano russi ma parlavano anche inglese Quindi con noi riuscivano a comunicare ed hanno parlato anche con il tipo della macchina.

Comunque come organizzazione ferrea ma perfetta.

E questo è quello che succede quando ti propongono un muro dall’altra parte del mondo e tu devi capire mille aspetti tecnici dalla sedia di casa tua.

e ogni volta è così.

Per esempio adesso mi sta scrivendo uno che ha casa sua al Circeo e mi ha mandato una foto, fatta male, di un muro e mi ha detto che vuole un’opera lì. Secondo me è un bagno di sangue perché un conto è quando vai ad un festival o con un’organizzazione come l’Istituto di Cultura Italiano a Mosca con cui abbiamo collaborato e ok, ma quando si tratta di un privato solitamente si tratta di una persona che ne sa meno di niente. Questi pensano che io vada lì volando, che faccia il disegno e scenda dicendogli che è finito. Invece devono affittare il braccio che costa tot al giorno, che ti entra nel giardino, che si pianta là, io devo fare su e giù, devo lavorare di notte, magari il vicino con la luce o la puzza degli spray si indispone ecc.. tutta roba a cui la gente non pensa. Se vuoi fare un lavoro onesto sia dal punto di vista del disegno che dal punto di vista del fatto che non te lo faccio gratis, ti cominciano a partire un tot di migliaia di € che la gente non ci pensa proprio. Ma anche solo a livello di materiali e di organizzazione. 

Una cosa che ci propongono spesso sono le impalcature, ma la risposta è quasi sempre no. Ci sono le tavole con le sbarre, e dietro alle sbarre come ci vai? E poi quando proietto mi fa tutto ombra, e quindi gli dici di no. Volendo potrei fare la traccia col braccio e dopo mi puoi montare le impalcature ma è un doppio lavoro. L’unico che abbiamo fatto con le impalcature senza proiettare è stato ad un festival ma era un disegno molto stupido, ripreso da MTV che prima che si chiamasse MTVItalia veniva trasmesso direttamente dll’America e c’era questo cartone Pives and Butted (?) i cui protagonisti erano due ragazzini metallari completamente stupidi. L’abbiamo scelto per un festival di graffiti dove tutti sono sempre più coatti rispetto agli street artist, e abbiamo fatto questa cosa sapendo che in pochi l’avrebbero capita, ma chi l’avesse capita sarebbe impazzito, e infatti è andata così. E questa ce la siamo sparata con le impalcature, che è comunque bello faticoso perché arrampicati di qui, hai la sbarra in mezzo, riarrampicati ecc.. e abbiamo fatto questi due soggetti super semplici perché abbiamo puntato più sull’effetto che sulla tecnica. Questo festival tra l’altro era a Pristina in Kosovo, di cui è la capitale. Anche lì bagno di sangue. Ci offrivano tutto tranne il volo, sì peccato che veniva dai 700€ ai 1200€ e quindi stavamo per rinunciare. Solo che mi ha scritto un’amica nostra, collega perché dipinge anche lei, che pure era stata invitata che è di Milano e si chiama SteReal, che partiva in macchina e noi ci siamo fatti sta follia, RO-MI in treno e poi MI-Pristina con varie tappe, e praticamente ci siamo fatti una gita in tutti i paesi balcanici di quasi 2 settimane tra l’andata ed il ritorno. Ci siamo fermati 2gg in Slovenia a Lubiana, poi Belgrado e poi Pristina.

Anche qui scheda tecnica del muro molto tranquilla. Eravamo in questa ferrovia abbandonata con questi muri che avevano tutti un fondo blu scurissimo compatto e ognuno dipingeva uno accanto all’altro. L’abbiamo tirata per le lunghe e ci abbiamo messo 1 giorno e mezzo ma potevamo benissimo metterci un giorno. 

Ma quindi usi o bombolette o pennelli a seconda del muro che ti trovi davanti?

Spesso tutti e due. Ed è molto bello perché ad esempio le sfumature, i dettagli e le cose un po’ più tecniche le fai con lo spray e invece le campiture più grandi le fai con il rullo e magari alcune linee di contorno le fai con il pennello che lo puoi modulare di più, anche se comunque anche con lo spray si fa bene. 

Un’altra chicca sugli spray: hai visto che ti ho fatto usare due marche, noi generalmente usiamo la 94 perché ha una gamma di sfumature e colori infinita. Ma quando usi quella non puoi usare il nero a pennello per dare i contorni perché quel tipo di vernice fa reazione con l’acrilico a pennello e quindi non attacca e impazzisci. In questo caso, quando lavoriamo così, optiamo per la Loop che è un’altra marca che ha comunque parecchie sfumature, è molto figa, anche se ha altri difetti, per esempio che con il tempo sbiadisce tantissimo il colore. Tipo (mi indica un lavoro di Solo con una donna con un vestito rosso) vedi questo rosso? È diventato un beige, perché se ci sbatte il sole sempre h24 ti cambia proprio la molecola del colore. 

Però quando usi la Loop aspetti che si asciughi, prendi il pennello, lo intingi nell’acrilico, fai il contorno e puff, perfetto. Quindi puoi fare una combinazione spray-pennello, mentre con la 94 l’acrilico viene respinto, fa come delle bollicine e non attacca, il tratto non è netto e viene uno schifo. E chiaramente questo l’abbiamo capito sbattendoci la testa più e più volte. 

Ma di marche usi sempre la Loop e la 94? 

Tendenzialmente sì, dipende poi per cosa. A Pristina ci hanno proposto una marca mai vista, mai sentita, mai provata. Solitamente ti danno quello che hanno. Tipo lì ci siamo trovati davanti la 360, mai sentita e mai provata, proprio un salto nel buio, della serie vediamo che succede visto che il il lavoro sarebbe stato tutto a spray. Abbiamo detto proviamo e per fortuna è andato tutto bene. Avevano dei colori abbastanza decenti. Però capisci che ogni volta è una scommessa.

Scotch, stencil e queste cose qui le usi?

Stencil li ho fatti per una vita e mi sono anche un po’ rotto le scatole.

Ecco questo qui è uno stencil. *me ne fa vedere uno appeso al muro insieme ai bozzetti, dimensione un po’ più piccola di un foglio da stampante* Quando stavo proprio in fissa facevo una cosa del genere ma gigante. I dettagli erano molto delicati. E tu calcola che una cosa del genere spesso la facevo davvero enorme. 

Per fare uno stencil: lo disegnavo, spianavo il foglio per terra, ci riportavo tutto quanto il disegno, lo tagliavo e lo piegavo (era di carta pesante). Chiaramente facevo tutto io perché non ha senso farselo fare, l’arte sta là, lo disegno io con la matita e lo taglio io con il taglierino. Tra l’altro ovviamente non esistono fogli così grandi, quindi mi prendevo tutta una serie di fogli che poi attaccavo insieme con lo scotch.

Spesso io questa roba che mi preparavo, poi dovevo andarla a spruzzare chissà dove.

Una volta ne ho dovuto portare uno fino a Bristol, quindi me lo sono portato a casa e me lo sono piegato tutto quanto fino a farlo diventare come un pacco che di solito metto dentro ad una scatola di cartone. Spesso io ci infilo anche lo scotch, dei chiodi ed un martello, perché alle brutte, se non ti si attacca con lo scotch e ti sta crollando, te prendi i chiodi e lo pianti sul muro.

Chiaramente ogni volta ti si incastrano i pezzettini di carta, quindi smatti per separarli e per attaccarlo sul muro, ma poi una volta che ce l’hai lì lo spruzzi, lo levi e hai finito. Quindi il lavoro di bomboletta in realtà è solo mezz’ora. La cosa più lunga è farlo e attaccarlo, perché una volta che sta sul muro è un attimo.

C’è anche il sistema di Obey volendo, che ho usato una volta sola. Anche quello è un bel massacro. 

*mi fa vedere “Lacrimosa” a L’Aquila – 2014*

Se ti dico come l’ho fatto non ci credi. Allora ho fatto il disegno tutto piccolino come questi poi sono andato in uno di quei service che fanno le fotocopie, ma che le fanno anche gigantesche e anche con il plotter. Mi sono fatto dare le misure di questo pezzo di muro e gli ho detto di conseguenza di quanto volevo la stampa. Loro me l’hanno fatta di 4 strisce per lungo che poi io ho tagliato a loro volta in dei rettangoli, facendolo diventare una sorta di puzzle. Ogni rettangolo tagliato l’ho arrotolato, sono andato fino a L’Aquila, mi sono tirato sul muro ed ho iniziato a mettere la colla da parati su muro, ho attaccato la stampa rotolino per rotolino (infatti il bozzetto è diviso nei vari rettangoli in cui l’ho tagliato vd.foto sul catalogo). Quindi li ho attaccati ed ho aspettato che la colla si asciugasse. Quando la colla si asciuga tira e il tutto diventa bello secco. A quel punto sono andato lì con il taglierino e tutte le parti scure, quelle bordeaux, le ho ritagliate. Una volta ritagliate tutte le parti lo spruzzi e lo scarto che hai lo levi. È quindi un’altra forma di stencil, ed è veramente impegnativo, infatti l’ho fatto una volta sola. 

Poi dentro l’ho campito con il colore tipo con il bianco così da rifinirlo un attimo.

Sai però la cosa più bella quale è stata? 

Il primo giorno tutto ok. Il secondo non avevo ancora finito di incollarlo che ha iniziato a piovere, ma non poco, ed io stavo impazzendo perché vedevo i pezzi che avevo attaccato penzolare e sapevo che se qualcuno si fosse staccato quello non l’avrei più finito. Per fortuna ha retto, poi ha smesso di piovere, ho rincollato le parti che erano un po’ calate e mi sono messo lì come una macchina da guerra e l’ho chiuso. Anche lì è stato un bello stress perché mentre pioveva lo guardavo e non potevo farci niente se non pregare che non si staccasse.

Come mai ad un certo punto hai detto basta stencil?

Perché è una cosa bella, perché si vede quanto ci tieni, ma non ce la puoi fare, è troppo impegnativo ed è un impegno che non viene mai ripagato appieno. Esistono tante altre tecniche che ti permettono di avere un buon risultato e allora ciao. Anche perché la pazienza sì ma fino ad un certo punto e ti assicuro che è molto più facile proiettare che usare uno stencil. Però è pure vero che non è sempre possibile usare tutto quindi a volte può essere anche una situazione di contesto. Capisci qual è la via da intraprendere più spicciola e che ti da un miglior risultato e procedi.

Ti faccio un altro esempio di alberi davanti. 

*mi fa vedere uno dei suoi ultimi lavori in Olanda*

Questo era tipo all’altezza di un 3° piano, con una struttura che faceva tipo da cinta alla struttura che era tipo un mega parcheggio. All’inizio avevano proposto 3 muri a me e 3 a Flavio. Ma uno di questi aveva un albero davanti. E io che ci faccio con l’albero davanti? Innanzi tutto come ci arrivo. Poi devo proiettare e come lo faccio. E poi che disegno a fare se intanto l’albero me lo copre. Alla fine due pischelle che avevano invitato se lo sono accollato e l’hanno fatto lì. E però questo significa che c’è gente che ti invita e ti propone di fare un lavoro con un albero in mezzo alle scatole. Che era il minimo problema poi.

Poi ci stavano i tralicci. A Tirana ci stavano i tralicci. E lì ce la siamo fatta sotto perché eravamo circondati da questi cavi elettrici, che mamma mia dovevamo fare il limbo con il braccio meccanico per arrivare al muro e dipingere cercando di non toccarli, anche perché se sono fili scoperti con l’elettricità che corre potresti non raccontarlo più. Era tipo una ragnatela. E quindi devi calcolare pure questo. E per proiettare questo qua di Tirana stavamo in strada, dove c’erano dei lavori, con il proiettore per terra. E siccome c’era una montagna di mattoni lì per strada ed il proiettore non deve stare dritto ma si deve inclinare, allora abbiamo fatto una costruzione di mattoni presi da quelli che erano a fare i lavori e ci abbiamo incastrato il proiettore riuscendo a farlo stare fermo per miracolo. Siamo saliti ed ha iniziato a piovere. Ma noi abbiamo iniziato comunque, tanto era solo la traccia che quindi non doveva venire particolarmente bella, e fortunatamente ha smesso poco dopo.

A Tirana tra l’altro siamo arrivati, con i colori pronti, stavamo per andare e di punto in bianco ci hanno detto che il muro non si poteva più fare perché avevano ritirato i permessi (probabilmente quelli del palazzo avevano cambiato idea). Ma noi eravamo là per fare quel muro.. quindi a quel punto ne dovevamo trovare un altro. Il tipo allora ci ha portato in giro facendoci vedere vari muri, ma non lo vedevo convinto. Cioè quando scegli il muro, deve essere IL muro. Anche perché noi ci abbiamo studiato tutte le cose che ti ho detto prima, inclinazione, che c’è davanti, dietro e di sotto, non è che mo’ io ne trovo un altro e chissene. Fortunatamente siamo andati a vedere nelle mail e nella rosa di muri che ci avevano proposto ce n’era un altro che era stato assegnato ad un altro artista che però poi aveva dato buca, e quindi ce lo siamo presi noi. Pure là me lo sono dovuto trovare io.

A settembre poi devo andare a Praga a fare un pannello di 6×3 ed il tema è la libertà e simbolicamente mi basta mettere un soggetto con un lucchetto in mano che lo fissa, tutte le varie decorazioni intorno con i fiori in testa ecc.. ed è fatta.

Per le tempistiche mi hai detto non più di 3/4 giorno giusto?

Si ma io sono molto molto veloce, sennò c’è anche gente che ci mette anche più di una settimana. Ma io proprio non riesco a smettere perché voglio vederlo finito. Questo non significa che vado di fretta e che quindi c’è poca attenzione, ma proprio voglio vederlo finito.

Qualche ripresa dall’antico?

Le tecniche antiche le trovo molto noiose e quindi non le riprendo mai. Ma comunque citazioni dal passato quelle sì. Anzi io non faccio altro che attingere. Tipo i vari pattern e le varie decorazioni che trovi anche a livello architettonico o a livello di tappezzeria, sono delle cose spettacolari che riprendo dal periodo greco fino ad oggi. È tutta roba riadattabilissima. Per esempio hai visto quell’illustrazione che ti ho fatto vedere per il racconto sulla follia? Ecco la carta da parati accanto alla porta l’ho ripresa da un libro che si chiama Arabesque, dove c’è tutta una catalogazione di decorazioni arabesche attraverso i secoli ed è una cosa spettacolare. Io le uso molto spesso come sfondo perché racchiudono un po’ tutta l’atmosfera che voglio creare. Poi mi piace molto il bidimensionale e quindi la figura con uno sfondo dietro che quasi che si fondono insieme.

Rifiniture

Non ci metto niente, perché molto spesso tutti questi prodotti che ti consigliano di mettere dopo o te lo rendono più opaco, o ti evidenziano i tratti dello spray (come delle striscette orizzontali). Quando ci passi quelle cose sopra viene un effetto che solitamente contro luce è fastidioso, quindi lo lascio sempre così. Tanto la roba che uso è talmente coprente che dovrebbe funzionare. E poi c’è il rischio che con tutta questa roba non mi faccia respirare il muro.

Illegale vs legale

Ho iniziato con i graffiti chiaramente, ma una volta mi hanno preso. Infatti mi sono reinventato nella street art perché non potevo più fare i graffiti. Avevo un processo in corso per cui non potevo più fare come sempre, ma volevo continuare a lavorare per strada a creare qualcosa con il mio nome, e allora mi sono reinventato.

Quando facevo illegale chiaramente facevo solo lettere, che capisci e non capisci. Io facevo solo quello e mi piaceva da morire. 

Comunque ho sempre disegnato di tutto e di più, fin da quando ero piccolo, e praticamente adesso ho fuso le due cose. Mi sono deciso a non separare più le due cose (lettere e disegni altri) ma a mettere tutto insieme, fondendole.

Per i graffiti poi non mi facevo lo sketch. Ci sono vari modi di prendere la cosa. Se tu prendi il tuo floppetto, che è sempre lo stesso, ad una certa lo sai a memoria, e allora vai in giro facendolo a mano libera perché non hai bisogno di guide.

Invece se vuoi fare qualcosa di un po’ più strutturato e figo, ti fai lo sketch su un pezzo di carta e te lo porti dietro cercando di usarlo come linea guida.

E lì è tutto spray, non esiste il pennello, anche perché non sarebbe comodo correre con i pennelli e i secchi delle vernici. 

Comunque ero malato di bozzetti allora come oggi. 

Infatti anche ora mi faccio gli sketch con il nome mio scritto sopra, anche se poi non vado a realizzarli su muro. 

Diamond, “Wild Swans”, 2017, Satka Street Art Festival (Russia)