Interviste Street Art

Lucamaleonte

Lucamaleonte, “Patrimonio indigeno”, 2018, Roma

Preparazione del muro 

Il muro non me lo scelgo mai, ma vengo chiamato. A volte sono muri nuovi, di palazzi costruiti da poco o muri appena rifatti, a volte invece sono muri che esistono già da anni. Solitamente non li preparo, a meno che non siano ridotti davvero in pessime condizioni, ed in quel caso, magari, passo un raschietto, tolgo tutta la parte che si stacca e poi gli do un primer a base acrilica, che consente di fissare un po’ le parti, magari meno solide, e fare un po’ un lavoro consolidante sulle crepe e poi passo la vernice sopra. 

Disegno preparatorio e trasferimento su muro 

Faccio dei bozzetti anche perché spesso, ti vengono richiesti dai committenti, quindi è necessario farli per poterli mostrare.
La griglia è una cosa che mi annoia da morire, quindi non la faccio mai. Quando sulle cose sono un po’ più sicuro, ed ho un po’ più di tempo, le faccio a mano libera, invece, magari per cose che richiedono un po’ più di attenzione, utilizzo un proiettore. 

In realtà, anche in questo caso, non traccio tutto il disegno, mi faccio proprio qualche segno di quelli più importanti, per esempio su un volto mi faccio la distanza degli occhi, il naso, e poi vado a mano libera perché è anche più divertente, piuttosto che ricalcare e basta. Mi faccio qualche segno che per avere un riferimento e poi, avendo il bozzetto come guida, vado a mano libera. Sia per lo spessore della linea, che per la quantità di linee, io lavoro direttamente con il pennello. Nel momento in cui faccio il bozzetto, ho un’asta con un pennarello attaccato, mi segno un po’ di punti e, faccio le campiture e poi, da ultimo, lavoro con la linea, con un pennello più piccolo.Ho usato per tantissimi anni lo stencil, fino a 9 anni fa più o meno. Mentre dal 2010/2011 ho iniziato con la pittura acrilica, il pennello ed il rullo. 

Cambiamento del disegno a seconda degli strumenti 

C’è stata una fase intermedia in cui con lo stencil replicavo elementi che avevano uno stile più incisorio.Inizialmente lavoravo con stencil a più livelli, per cui usavo varie sfumature di grigio che davano un effetto fotografico, poi ho voluto un po’ diminuire la fase di taglio dello stencil, perché era diventata un po’ alienante, ed ho iniziato a fare cose ad un livello solo, o bianco o nero e per cui riprendevo cose molto più disegnate, o disegni o incisioni da libri più antichi, o li facevo io e poi li tagliavo a stencil, dopo di che è venuto naturale il passaggio al pennello. 

Lucamaleonte, “Mucchio di fagiani”, 2017, Roma

Colori 

Allora i colori cambiano in base ai lavori, anche perché lavorando in giro per il mondo mi devo un po’ adattare a quello che trovo. Comunque uso sempre colori lavabili per esterni, sono gli stessi che si usano per dipingere i palazzi, che danno maggior resa sia nel tempo che a livello pittorico, per cui, spesso, è necessaria solo una mano e non più di una per rendere i colori più brillanti. 

Poi do i codici RAL a chi si occupa della produzione del muro, così ho già tutti i colori. Difficilmente li mischio io, perché non sono proprio bravissimo a farlo, per cui preferisco avere tanti barattoli di tante tonalità  

che realizzarli io.
Anche in interni uso lo stesso tipo di colori, perché so come reagiscono sul muro e come rispondono al mio tipo di lavoro. In più tra interno ed esterno non c’è molta differenza, anche se comunque cerco sempre di lavorare di più sull’esterno.
Comunque i colori che uso cambiano a seconda della parete che mi affidano. Non necessito per forza di una marca particolare.
Ho eliminato completamente il nero nell’ultimo paio d’anni, a parte qualche eccezione per cui proprio mi serviva, ma ormai non lo uso più perché penso che spenga il risultato, e dia meno morbidezza al lavoro. Però uso molto i verdi. Poi è casuale. Ora, quando faccio un controllo di tutti i lavori che ho fatto, mi ritrovo a notare che i lavori hanno tanta presenza di verde a prescindere dai soggetti, che è normale che ce l’abbiano visto che dipingo principalmente piante. Però sì ecco, anche al posto del nero spesso uso un verde molto scuro, anche l’ottanio, un blu petrolio che vira al verde, sono colori che utilizzo molto. 

Pennelli 

Non uso pennelli per belle arti per scelta dal momento che hanno un costo esorbitante e, quando lavori sul muro durano molto poco. Con quel tipo di pennello al massimo puoi realizzare due o tre pareti. I miei pennelli infatti, sono gli stessi che vengono utilizzati dagli imbianchini come quelli della Dexter per Leroy Merlin che hanno una punta perfetta per le linee che devo fare io e resistono più degli altri. Negli anni ho scoperto questa cosa e devo dire che mi trovo benissimo. Compro scatole di pennelli da 2€ e dipingo con quelli insomma.  

Esistono anche pennelli a punta fine di questo tipo? 

No, io utilizzo le piattine. Ci sono anche delle marzocche simili ma io non mi ci trovo, lavoro solo con le piattine per fare le linee, perché posso variare un po’ la pressione sul muro ed avere linee con larghezze diverse grazie allo stesso pennello. 

Rifiniture 

Non le applico, le vernici che uso non dovrebbero sbiadire.Di tutti quelli che ho fatto ce n’è solo uno che ha avuto questo problema, ma è un lavoro un po’ complicato perché è su un silos a Catania, dipinto sul metallo ed è molto esposto al mare ed al sole, quindi si è sbiadito. E poi evidentemente le vernici non erano di buona qualità.Poi non do protettivi anche perché non penso che debba essere parte del mio lavoro, ma di chi organizza e di chi si occupa poi della conservazione del muro. 

Tempistiche 

Cerco di non andare mai oltre i 4/5 giorni di lavoro. Piuttosto lavoro 12- 15 ore al muro, ma cerco di non andare mai oltre questi tempi qua.La parte più lunga è la campitura, applicare i colori. Sulla parte delle linee vado molto veloce. Devo dire che quella è una cosa, forse perché la trovo più divertente, che è anche fisicamente meno stancante che fare le campiture. Diciamo che in media faccio una giornata per lo sketch sul muro, due giorni per le campiture e un giorno/ un giorno e mezzo per le linee. 

È più o meno sempre così. 

Poi chiaramente può variare, nel senso che se una volta decido di aggiungere più colori, una volta che ho fatto le linee, aggiungo qualche colore in più, però è più o meno questa la scansione dei tempi. 

Legami con il passato 

Mi discosto sicuramente dall’affresco, cosa che, a parte essere molto complicata da realizzare e richiedere molto tempo, ha una resa pittorica completamente diversa dal risultato che voglio ottenere io. Quindi no, non utilizzo tecniche antiche. Le ho studiate, perché sono laureato in restauro al CCR a Roma, però ho avuto un rifiuto totale per quello che ho studiato, per questioni un po’ di vita, un po’ di storia mia e quindi no, non ho portato quello che ho studiato nella mia tecnica di lavoro insomma. 

Dall’illegale al legale 

È aumentata la parte di progettazione da quando lavoro su muri legali, adesso ho molto più tempo per studiare sia il disegno che il posto dove lavoro, la storia del luogo, ho più libertà di raccontare le cose che voglio, anche perché ho più tempo per realizzarle. 

Prima, quando realizzavo in maniera illegale, facevo solo stencil ed erano comunque cose di piccole dimensioni.Non lavoravo a pennello. Quando ho iniziato a lavorare a pennello ho più o meno interrotto il lavoro illegale. 

Lucamaleonte, “#backtoblue”, 2014, Roma