Divulgazione d'arte, mercato, Senza categoria

ALL_ART_ECONOMY: Introduzione al mercato dell’arte

“La business art è il gradino subito dopo l’arte. (…) Durante l’epoca hippy la gente aveva rifiutato l’idea del business e diceva:” i soldi fanno schifo”, “lavorare fa schifo”, ma far soldi è un’arte, lavorare è un’arte, fare buoni affari è la migliore forma d’arte”.Tratto da “La filosofia di Andy Warhol” di Andy Warhol . …

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MIART 2019 – FIERA DI ARTE CONTEMPORANEA, 5-7 APRILE, MILANO

Titoli di coda per MIART edizione 2019: 128 gallerie internazionali hanno dato sfoggio sia di artisti affermati di pregevole qualità che di artisti emergenti molto interessanti. Per i frequentatori di fiere di arte contemporanea in Italia balza subito all’occhio l’enorme visibilità internazionale rispetto ad altre edizioni nel nostro Paese. Un dato: di queste 128 gallerie, …

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“All art has been contemporary” – Maurizio Nannucci, 1999

“All art has been contemporary”: questo il titolo del blog dove parleremo di Arte sotto diversi punti di vista. Dalla più canonica storia dell’arte fino ad addentrarci nei meandri oscuri dell’economia dell’arte, passando per l’attualità e curiosità varie. “Tutta l’arte è stata contemporanea”, la traduzione in italiano della scritta fatta coi neon dall’artista fiorentino Maurizio Nannucci (1939 – ). Sarà un caso che un artista originario di Firenze, culla dell’arte occidentale dal Trecento al Cinquecento, dedichi una scritta sulla concezione della parola “Arte”? Un artista con la A come Nannucci sa perfettamente che l’arte è stata, è, e sarà sempre un linguaggio che parla del presente. E lo esprime come lo esprimerebbe un uomo che si sta affacciando all’inizio del secondo millennio. Quasi come se volesse fare il punto della situazione, il riassunto delle puntate precedenti diremmo noi oggi, amanti delle serie tv. Tutta l’arte, dagli affreschi presenti nelle grotte di Lascaux di 17500 anni fa, al 1999, anno di questa opera, sintetizzata in una scritta che recita: “All art has been contemporary”. Messaggio incisivo, illuminante (e illuminato), per nulla banale. Un artista italiano che nel 1999 usa una scritta in inglese valendosi del neon per fare arte. Qualcuno potrebbe inorridire, storcere il naso e dire le solite scemenze che si sentono quali “Lo potevo fare anche io…”, “Questa non è arte…”, “La vera arte (salvo che ne esista una aggiungo io) era quella di Leonardo e Michelangelo, questa è una presa in giro” ecc, ecc, ecc. Ma lasciamo da parte questi improperi (invitando ad una maggiore attenzione ai diversi passaggi che hanno drasticamente rivoluzionato il modo di fare arte nel corso del Novecento) e apprestiamoci a capire perchè questa, non solo è un’opera d’arte, bensì un capolavoro!

Innanzitutto leggendo più attentamente l’opera ci balza subito all’occhio il soggetto della scritta: “All art”, tutta l’arte. Non quindi solo “art”, l’arte in generale, concetto ambiguo e indefinito, ma tutta l’arte, concetto vasto ma definito, che ci permette un’accurata analisi nella sua specificità. Successivamente l’artista si avvale del tanto odiato a scuola (perchè non si sa mai quando si deve mettere, inutile negarcelo…) Present perfect “has been”. Come mai? Noi in italiano purtroppo non abbiamo un tempo simile, perchè il nostro passato prossimo, col quale traduciamo il present perfect, non ha lo stesso significato. Come si insegna alle scuole dell’obbligo, alla prima lezione sul present perfect, il professore o la professoressa dice sempre questo comandamento: ” Il present perfect si usa per descrivere un’azione o una situazione iniziata nel passato che però continua nel presente”. La traduzione, per renderla al meglio in italiano è quindi “Tutta l’arte è stata, ed è, contemporanea (trad. di contemporary)”.

Analizzata quindi la forma, addentriamoci più verso il contenuto dell’opera. Cosa vuol dire che tutta l’arte è stata ed è contemporanea? Per capire prendiamo a titolo di esempio l’opera d’arte per eccellenza, quella più conosciuta al mondo: la “Gioconda” di Leonardo da Vinci databile intorno al 1503-1504 ubicata al Louvre. Brevemente (dedicheremo un articolo solo a Lei prossimamente) cosa notiamo? Un ritratto di una donna, che sappiamo essere, Lisa Gherardini (1479-1542), moglie di Francesco del Giocondo (1465 – 1538), nobile e mercante fiorentino, coevo e committente di Leonardo. La donna veste di abiti eleganti secondo la moda del Cinquecento e alle sue spalle si può notare il paesaggio toscano della Val di Chiana. Inoltre sappiamo che Leonardo fece l’opera su commissione di Francesco del Giocondo. Infatti la committenza era una pratica consueta nell’arte del tempo, in cui un mecenate, vuoi anche per prestigio sociale, commissionava, cioè pagava un artista,affinchè egli gli dedicasse un’opera. Arrivando al punto, anche Leonardo è stato quindi un artista contemporaneo. Sto delirando? Non proprio. Vi spiego perchè.

Leonardo ha parlato con il linguaggio del suo tempo, ha messo in scena una nobildonna con abiti del suo tempo, ha seguito pratiche lavorative (committenza, oggi non più utilizzata) del suo tempo, ha ritratto un paesaggio come lo vedevano allora nel Cinquecento (oggi risulta drasticamente modificato). In parole povere, Leonardo ha fatto arte contemporanea nel ‘500. Così come Picasso ha fatto arte contemporanea nel ‘900, Giotto ha fatto arte contemporanea nel ‘300 e Nannucci nel 1999. La convenzione che hanno usato gli storici dell’arte catalogando in arte rinascimentale, medievale, barocca, neoclassica, arte moderna, arte contemporanea è solamente una etichetta fatta per aiutare nella comprensione accademica. Ma l’arte per definizione non può mai essere inglobata entro dei confini ben definiti. Oggi molti non capiscono Nannucci, così come un tempo non capivano Caravaggio, ma Nannucci, così come Caravaggio, ha semplicemente messo in scena il presente, il suo tempo. Ecco quindi che un italiano come Nannucci, per lavoro, è costretto a parlare in inglese (ecco spiegata la scritta All art has been contemporary), ecco noi oggi che usiamo un’illuminazione artificiale come i neon, non le candele come nel periodo di Leonardo, ecco che oggi nessun mercante ha l’urgenza di richiederci un ritratto, ma l’artista, guadagnandosi una certa indipendenza deve fare i conti anche col mercato (concetto totalmente assente nel Rinascimento), ecco quindi che TUTTA L’ARTE E’ STATA, E’, E SARA’ SEMPRE CONTEMPORANEA!